Giornate di primavera 2021, 15- 16 maggio. E tu che FAI? Dieci mete inedite a Milano e dintorni.

La primavera è sempre una rinascita, ma questa del 2021 lo è in modo particolare. Le Giornate di Primavera del FAI, 15 e 16 maggio – 29esima edizione, sono il primo grande evento che celebra con un rito collettivo la riapertura della cultura e della bellezza.

Saremo in tanti, distanziati e mascherati, felici di tornare a vedere con nuovi occhi spazi, giardini e monumenti insoliti ma vicini alla nostra quotidianità, che ci vengono svelati grazie alla guida appassionata dei volontari del FAI.

Visto che proprio questa è l’idea da cui muove questo blog, mi piace condividere una selezione di mete molto vicine (nel mio caso a Milano, ma ci sono mete interessantissime in tutta Italia, molte delle quali open air) fra cui poter scegliere, ognuno secondo i suoi gusti, il proprio percorso attraverso le numerose proposte.

Non so ancora quali saranno le mie scelte fra queste 10 mete che vi elenco (più che altro sarà uno slalom), ma di certo dobbiamo affrettarci a prenotare, visto che con le restrizioni i posti disponibili saranno ridotti, e soprattutto ad aderire al FAI, contribuendo con il nostro abbonamento a mantenere in vita una parte importante dei beni culturali del nostro paese. Io e la mia famiglia lo abbiamo appena fatto, approfittando della promozione legata alla festa della mamma.

Ecco le mie 10 mete, selezionate fra quelle proposte per queste giornate.

1. Omaggio al Teatro Franco Parenti: un’istituzione milanese.

Teatro Franco Parenti, Bagni Misteriosi
Teatro Franco Parenti, Bagni Misteriosi

Fra i fondatori del Salone Pier Lombardo, nel 1972, oltre all’attuale direttore artistico, la vulcanica Andrée Ruth Shammah, c’era Franco Parenti, grande attore da cui oggi prende il nome questo teatro, punto di riferimento artistico e culturale della città. La sede storica, ristrutturata nel 2008 dall’architetto Michele De Lucchi si sviluppa su oltre 5.400 metri quadrati distribuiti su tre livelli, con diversi spazi, fra cui una sala da 500 posti e due da 150, dove la tecnologia dialoga con materiali naturali. Il teatro è al centro del quartiere Vasari, compreso fra le vie Pier Lombardo, Vasari, Botta, di cui faceva parte anche il Centro Balneare Caimi, oggi parte del complesso con il suggestivo nome di Bagni Misteriosi, che riecheggia l’opera di De Chirico. Le due piscine furono realizzate nel 1937 da uno dei principali progettisti di quegli anni, l’ingegnere Lorenzo Secchi (creatore delle più belle vasche storiche milanesi, il Lido, la Ponzio e la Cozzi). Oggi la ristrutturata Piscina Grande (50×25 m) ha una pedana mobile in legno che di giorno è solarium e di sera un palcoscenico, mentre la Piccola si trasforma d’inverno in pista di pattinaggio su ghiaccio. La visita guidata è un’occasione unica per curiosare dietro le quinte, fra i camerini e il palcoscenico, e ammirare dalle vetrate del foyer le piscine dei Bagni Misteriosi. Un piccolo assaggio in attesa di veder ripartire la stagione teatrale ma anche le manifestazioni culturali, i concerti, le rassegne cinematografiche, conferenze, festival, presentazioni editoriali che qui sono di casa.

2. Politecnico: il Campus Leonardo a città Studi

campus Leonardo, rendering
campus Leonardo, rendering

Il Politecnico è un’eccellenza milanese, con tre facoltà inserite nella Top 10 del mondo: in questa edizione delle Giornate FAI apre le porte della sua sede storica in Piazza Leonardo da Vinci, con un percorso che si sviluppa dal Rettorato al Giardino di Leonardo, da poco ampliato, all’edificio Trifoglio di Giò Ponti, ristrutturato con moderne aule attrezzate per la didattica in presenza e a distanza, e  SAPERLab, il Laboratorio di Ricerca Applicata per l’Architettura e l’Ingegneria. Se poi come me amate sbirciare i cantieri (come i milanesissimi umarell), vi incuriosirà dare un’occhiata al nuovissimo campus Architettura, nato da un’idea dell’ex alunno Renzo Piano sviluppata dallo studio ODB-OTTAVIO DI BLASI & Partners. Uno spazio all’avanguardia, immerso nel verde e in armonia con gli edifici storici di Città studi, con terrazzi e coperture sfruttabili per attività all’aperto ed eventi.

3. Nel verde del MuBAJ, museo botanico Aurelia Josz

Mubaj, museo botanico Aurelia Josz
Mubaj, museo botanico Aurelia Josz

Il Museo Botanico Aurelia Josz (MuBAJ) è uno spazio aperto che si estende su di un’area di circa 24.000 mq. Inaugurato nel 2015 è dedicato ad Aurelia Josz, fondatrice della prima scuola agraria femminile per donne in condizioni disagiate, che finì i suoi giorni nel 1944 ad Aushwitz, vittima delle leggi razziali.

Il museo è inserito nel contesto di Villa Lonati, residenza del XV secolo, immersa in una campagna che un tempo faceva parte del territorio agricolo appena oltre i bastioni (Corpi Santi), poi annesso al Comune di Milano. Al MuBAJ potremo passeggiare fra il Frutteto dei Patriarchi, con varietà arboree appartenenti all’agricoltura lombarda, il Labirinto di Cereali e il Percorso d’Acqua. Scopriremo così un polo naturalistico, didattico e ludico, punto di osservazione degli ecosistemi della Pianura Padana, della loro biodiversità e delle contaminazioni legate all’uomo.

4. Street art all’Ortica raccontati dai giovani

  • street art ortica, personaggi milanesi
  • street art ortica 1
  • street art all'Ortica

Largo ai Giovani del Gruppo FAI di Milano e agli studenti del Liceo Berchet. Sono loro che ci guideranno a conoscere l’Ortica, un quartiere che solo a nominarlo fa pensare alle vecchie canzoni sulla mala milanese (la famosa Banda dell’Ortica ha fatto scuola). Bagnato dal Lambro, in epoca medievale era una zona era ricca di orti e prati (da cui il nome), con la piccola chiesa di SS. Faustino e Giovita e la cappella della Madonna delle Grazie che ne testimoniano le origini intorno 1100. Oggi questo lembo di periferia est attraversato dalla ferrovia mantiene fede alle sue radici operaie, e guarda al futuro dipingendo il passato nei murales promossi dal progetto “Or.Me – Ortica Memoria”. Opere di street art ripercorrono le origini, le vicende e le tradizioni del quartiere, raccontando personaggi milanesi come Giorgio Gaber, Carlo Alberto dalla Chiesa, Alda Merini, ma ricordando anche il movimento dei lavoratori del Novecento, la guerra, l’immigrazione. E’ bello che siano proprio i giovani a ricordarci queste cose.

 5. Street Art piazza Cardinal Ferrari

Street art in piazza Cardinal Ferrari

Ancora Street art a pochi passi da corso di Porta Romana. Attraverso la piccola via San Calimero (con la chiesetta neo-romanica dedicata al santo del III secolo d.C) si entra in un’area pedonale semi nascosta che si apre su piazza Cardinal Ferrari, un angolo di quiete che scopriamo, nostro malgrado, quando ci capita di andare al Gaetano Pini. Proprio l’istituto ortopedico nel 2014 ha realizzato il progetto “Wall Art”, che ha coinvolto street-artist noti a Milano come Ivan Tresoldi e gli Orticanoodles. Anche qui le visite del sabato saranno guidate dagli studenti del Liceo Linguistico “Artemisia Gentileschi”.

6. La Maggiolina: villa Mirabello e le case igloo

case igloo alla Maggiolina
case igloo alla Maggiolina

La Maggiolina è un quartiere residenziale che deve il proprio nome ad un’antica cascina, oggi scomparsa. La testimonianza storica è Villa Mirabello, una villa rustica del Quattrocento che il banchiere fiorentino Pigello Portinari adottò come dimora di caccia e di delizia. Oggi, dopo i restauri seguiti a un periodo di abbandono si è trasformata nella Fondazione Villa Mirabello Onlus. Ma la curiosità che rende celebre il quartiere sono le case igloo di Via Lepanto, realizzate dall’ingegnere Mario Cavallé nel 1946. Una specie di villaggio dei puffi, con piccole abitazioni tondeggianti realizzate in mattoni rossi, disposti con un sistema a volta. Unità abitative di 45 m² con ingresso, bagno, due stanzette e una cucina. Delle dodici originarie ne rimangono otto, di cui solo due fedeli al progetto originale, ma rimangono comunque sorprendenti e fiabesche.

7. Il parco delle cave

Il Parco delle Cave con i suoi 135 ettari è il terzo parco di Milano per dimensioni, dopo il parco Nord e il Forlanini. È situato nella parte ovest della città, al limitare della zona di Baggio, ed è molto caratteristico per i suoi laghetti, quattro bacini artificiali e uno stagno, circondati da boschi, corsi d’acqua, orti urbani, un’area agricola con marcite e la cascina Linterno. Progettato sul finire degli anni Ottanta, fu sostenuto in modo determinante dalle associazioni della zona 18 e dai cittadini, unitisi contro il degrado: realizzato a partire dagli anni Novanta, oggi è il cuore verde di Milano. Qui una ricca vegetazione, con grandi aceri, pioppi, salici, fornisce l’habitat a diversi anfibi, molti uccelli, conigli, volpi, scoiattoli. Un bell’esempio di come la natura, se aiutata, può tornare a prosperare. Una curiosità: la cascina fu dimora estiva del poeta Francesco Petrarca (ovviamente al tempo era aperta campagna).

uno dei laghetti del parco delle Cave
laghetto al parco delle Cave

8. La chiesa di San Francesco d’Assisi al Fopponino: un’opera integrale di Giò Ponti (visita limitata per iscritti FAI)

Chiesa di S.Francesco d'Assisi, Milano
Chiesa di S.Francesco d’Assisi, Milano – Copyright: ©Luca Rotondo

Una chiesa del 1964 con le finestre a diamante, disegnata e curata da Giò Ponti fino ai minimi dettagli, persino nelle suppellettili sacre e nelle vesti liturgiche, con dipinti vetrate e opere d’arte sacra contemporanea. Costruita in sostituzione della troppo piccola chiesa Seicentesca dei Santi Giovanni e Carlo al Fopponino, fu finanziata dall’Unione dei Commercianti di Milano e dedicata a S. Francesco d’Assisi, patrono, appunto, dei commercianti. Una curiosità: la chiesa originaria era soprannominata “il Fopponino di Porta Vercellina”: foppone in milanese significa fossa, quindi cimitero… infatti sorgeva sul sito del cimitero creato per le numerose vittime della peste del 1630, quella descritta da Manzoni.

9. La Cascina Pozzobonelli: piccolo tesoro quattrocentesco praticamente invisibile.

cascina Pozzobonelli
cascina Pozzobonelli

La Cascina Pozzobonelli è a due passi dalla Stazione Centrale, ma talmente soffocata dagli edifici intorno che ne è resa quasi invisibile, per di più penalizzata da una recinzione che non consente l’accesso. Si tratta di una villa suburbana del 1492, che ricorda addirittura lo stile di Bramante, a pianta rettangolare, con un portico e una cappella ottagonale. Parzialmente abbattuta a fine Ottocento e danneggiata dai bombardamenti del 1943 venne restaurata dopo la guerra. Oggi ne rimane la cappella e una parte del portico, decorato con colonne in pietra, capitelli a motivi vegetali e arcate a tutto sesto in cotto. Gli affreschi sopravvissuti ispirarono Beltrami durante il restauro del Castello Sforzesco e la costruzione della Torre del Filarete. In occasione di queste Giornate di Primavera, il Comune di Milano ha concesso al FAI di accedere all’interno, quindi almeno per una volta si potrà passeggiare sotto al portico affrescato ed entrare all’interno della Cappella. Un’occasione unica, quindi.

10. La casa del Cardinale Schuster

casa del cardinale Schuster

La cosiddetta Casa Cardinale Schuster è in realtà un complesso che si sviluppa tra via S. Antonio, Bergamini e Festa del Perdono, costituito dalla chiesa di Sant’Antonio Abate e dall’annesso convento degli Antoniani. La chiesa di S. Antonio Abate fu edificata nel 1200 dai frati Antoniani, che nel convento adiacente curavano gli ammalati di fuoco sacro (detto, appunto, fuoco di Sant’Antonio). Quando Francesco Sforza costruì l’ospedale della Cà Granda il convento perse la sua funzione e fu ceduto alla famiglia Trivulzio. Nel 1935 fu riacquistato dalla Chiesa ambrosiana, per volontà del Cardinal Ildefonso Schuster, e da allora appartiene alla curia. In queste giornate di primavera si potrà visitare il Chiostro Trivulziano, il Salone Pio XII e l’altro antico chiostro del Convento, oggi coperto e divenuto aula Magna dell’Università Statale.

Tutto questo e molto altro lo trovate sul sito del FAI, buone giornate di Primavera!

Roberta Ferraro, blogger e travel designer. Racconto straordinari luoghi vicini, posti speciali che si distinguono per arte, natura e cultura. Perché se apriamo gli occhi su quello che abbiamo intorno a noi, l’avventura è a portata di mano. Seguimi per trovare ispirazione per weekend, gite e vacanze.