Lombardia: 10 idee per il weekend in autunno

Prime domeniche d’autunno, vacanze archiviate ma perché non regalarci dei momenti di scoperta del territorio con piccoli viaggi vicini? Ecco alcune idee in Lombardia.

foto di Odile Bianchi

1. Sul Naviglio Grande da Robecco a Cassinetta di Lugagnano, passeggiata lungo l’alzaia

Si può fare una passeggiata di 10 chilometri (5 andata e ritorno) partendo da Robecco sul Naviglio lungo l’alzaia in direzione Milano, fino Cassinetta di Lugagnano. Un itinerario costellato da bellissime ville “di delizia”, costruite fra il XV e XVIII secolo per la villeggiatura della nobiltà milanese, tutte con ingresso sul Naviglio perché vi si arrivava in barca, un po’ come a Venezia. Nel borgo di Robecco spiccano Palazzo Archinto e Villa Gaia Gandini, procedendo oltre, Villa Gromo di Ternengo, Villa Beolco Negri, Villa Visconti, e poi il borgo di Cassinetta.

2. Sul Naviglio Grande da Robecco verso Cuggiono: passeggiata in direzione opposta

salici lungo il Naviglio Grande
salici lungo il Naviglio Grande

Sempre con partenza da Robecco si può procedere in direzione opposta verso Cuggiono, passando da Boffalora, Bernate, fino al borgo di Castelletto e Palazzo Clerici. Questo tratto è all’interno del Parco del Ticino, bellissimo dal punto di vista naturalistico. Se siete a piedi ne potete percorrere un tratto di 10 chilometri (5 andata e 5 ritorno) partendo da Boffalora, con il suo ponte di pietra seicentesco, ponendovi come meta palazzo Clerici. Si procede sempre sull’alzaia, argine pedonale e ciclabile, fra il Naviglio e la natura. Noi lo abbiamo percorso in bici la scorsa primavera da Robecco (10 chilometri solo andata).

3. La Certosa di Pavia, in bici o a piedi sull’alzaia

  • certosa-di-pavia facciata
  • Pavia - Chiostro grande della Certosa

I più sportivi ci possono arrivare in bicicletta percorrendo l’alzaia del Naviglio Pavese. Partendo da Milano, Piazza XXIV maggio sono circa 27 chilometri solo andata (ma poi bisogna anche tornare…). Io l’ho fatta sotto il sole di luglio, partendo però da Assago (parcheggio del Carrefour), dove inizia la vera ciclabile. Quindi si può scegliere la lunghezza del percorso secondo le proprie esigenze: è bello comunque arrivare anche a piedi, come dei pellegrini medievali.

Il museo annesso è chiuso ma il complesso della Certosa sarà probabilmente visitabile. Entrate in chiesa: i monaci in genere aspettano che si formi un gruppetto e lo conducono in una visita guidata interessantissima di 30/40 minuti (è gradita un’offerta libera alla fine del tour).

Attenzione agli orari: le visite sono permesse dalle 9 alle 11,30 e dalle 14,30 alle 16,30. Ogni giorno alle 9.30, 11.30 e 16.30 ci sono le messe. Quello che vedrete è un convento ancora abitato da monaci cistercensi, con due bellissimi chiostri (particolarmente suggestivo è il chiostro grande, un enorme prato circondato dalle antiche celle), e uno splendido esempio di chiesa tardo gotica e rinascimentale insieme, fatta realizzare nel XIV secolo da Gian Galeazzo Visconti (lo stesso che diede inizio alla costruzione del Duomo di Milano). Qui troviamo le due statue di Ludovico il Moro e della bella e giovane moglie Beatrice d’Este, realizzate da Cristoforo Solari su quello che avrebbe dovuto essere il loro sepolcro. Un incontro emozionante con due ritratti fedelissimi, ma nessuno dei due è sepolto qui (lei giace a Santa Maria delle Grazie, mentre il Moro, caduto in disgrazia e catturato dai francesi, morì in Francia e lì rimasero le sue spoglie). https://www.certosadipavia.it/turismo/

4. Passeggiate sull’Adda: Trezzo, la centrale Taccani, il percorso sulla Martesana.

Lungo l’Adda in ogni direzione troverete un paesaggio incantevole e una natura lussureggiante, oltre a edifici storici di grande interesse. Si può partire dalla massiccia torre quadrata del castello visconteo di Trezzo. Qui fu tenuto prigioniero e ucciso il terribile Bernabò Visconti, se volete saperne qualcosa di più ne abbiamo già scritto nel periodo di Halloween…  

Il parco della rocca è liberamente accessibile negli orari di apertura, anche se le visite a pagamento riprenderanno a marzo. Da qui si scende al fiume, dove si imbocca il sentiero ciclopedonale verso la Centrale Taccani (non visitabile all’interno al momento ma molto suggestiva anche da fuori).

Dal Santuario di Concesa, sempre nei pressi di Trezzo, si può invece imboccare il sentiero che costeggia il Naviglio della Martesana fino a Vaprio e oltre (il tratto da Trezzo a Vaprio è di 5 chilometri solo andata). Qui Adda e Martesana scorrono paralleli, con il sentiero al centro. Arrivando in vista di Crespi d’Adda, villaggio industriale patrimonio UNESCO, sulla sponda sinistra del fiume scorgiamo un’altra centrale idroelettrica di inizio Novecento, di poco successiva alla centrale Taccani.

Un angolo particolarmente ameno è il punto di confluenza del Brembo nell’Adda: non ci stupisce che la dolcezza di questi luoghi abbia ispirato a Leonardo lo sfondo della Vergine delle Rocce (vedi sotto…)

5. Vaprio d’Adda, sulle orme di Leonardo  

Nell’ultima fase del suo soggiorno milanese (1508 -1513) Leonardo soggiornò a Vaprio nella villa del duca Gerolamo Melzi, come precettore del figlio Francesco, che sarebbe divenuto il suo erede spirituale.

In quell’epoca, fra il XV e il XVI secolo, lungo in Naviglio fiorivano le ville di delizia dell’aristocrazia, come Palazzo Simonetta Archinto e villa Castelbarco. Passeggiando lungo l’Adda si impone alla vista la grande villa Melzi, con il giardino terrazzato affacciato sul fiume e sulla Martesana, che qui scorrono paralleli. Proprio in questa residenza, ancora di proprietà della famiglia che la edificò, Leonardo risiedeva e studiava, ingegnandosi su come canalizzare l’acqua dell’Adda e progettando le migliorie al sistema delle chiuse del naviglio della Martesana. Quando era in vena di disegnare, ritraeva il laghetto e il porto fluviale di Vaprio, traendo ispirazione da questo paesaggio per lo sfondo della Vergine delle Rocce… Una curiosità: la scala elicoidale sull’alzaia, lungo il percorso pedonale, è stata costruita su disegno leonardesco. La casa del Custode delle Acque -la stazione fluviale dove i mercanti si fermavano a pagare il dazio al camparo, incaricato di mantenere in funzione il sistema delle acque tra naviglio e fiume- è sede del museo interattivo “Ecomuseo Leonardo”, dove si trovano installazioni multimediali e riproduzioni del Codice Atlantico con i suoi studi sulle acque. Ottimo posto dove andare con i bambini, quando riaprirà alle visite.

6. Il villaggio industriale di Crespi d’Adda

Il cotonificio di Crespi d’Adda, foto Pixabay

Il villaggio industriale, patrimonio UNESCO è oggi di fatto un quartiere residenziale: non ci sono ingressi a pagamento, se non per le visite guidate (ora non attive, riprenderanno probabilmente a marzo). Quindi ci si può andare anche in questo periodo. Il nome è quello della famiglia di industriali del cotone che a fine Ottocento realizzò un “villaggio del lavoro”: una cittadina sorta dal nulla, pensata attorno alla fabbrica e ai suoi dipendenti, con le loro famiglie.

A tutto e a tutti provvedeva il “padre-padrone” dell’opificio, che metteva a disposizione di ciascuno una casa con orto, giardino e tutti i servizi, all’ombra della grande ciminiera. La vita ruotava intorno ai ritmi della fabbrica, che scandiva le giornate con la sua sirena. George Orwell e Truman Show erano ancora da venire, ma l’intuizione c’era già… Comunque sia, è una passeggiata sorprendente, che fa riflettere su quanto sia breve e scivoloso il passo fra utopia e incubo.

Il Villaggio è una frazione di Capriate San Gervasio, in provincia di Bergamo. Se arrivate da Milano sull’autostrada Milano-Bergamo uscite al casello di Capriate, e seguite le indicazioni per Crespi che è a 2,5 km.

7. Montevecchia (Lecco): le piramidi misteriose e i sentieri della valle del Curone

indicazioni sentieri da Montevecchia

Il nome nasce da mons vigiliae cioè “monte delle vedette”, perché qui in epoca romana c’erano delle mura e una torre di segnalazione. Siamo all’interno del Parco Regionale di Montevecchia e della Valle del Curone, area naturale protetta della zona di Merate, Brianza lecchese. Il borgo arroccato su una collina scoscesa è come un balcone affacciato sulla pianura, con un microclima mite e i pendii coltivati a vitigno, belle dimore con splendidi giardini, sentieri e passeggiate nel verde che si diramano dal centro del paese. Una curiosità: il borgo si affaccia su tre alture che hanno le stesse proporzioni e disposizione delle piramidi egiziane: non so chi e come lo abbia notato, la cosa comunque rimane un mistero.

8. Consonno, città fantasma nei boschi della Brianza

Immersa nei boschi brianzoli a 10 chilometri di salita da Olginate (Lecco), la città fantasma di Consonno emerge dalla vegetazione con le sue rovine di imponenti. Edifici vuoti e abbandonati, ricoperti di graffiti e tag inquietanti raccontano la folle utopia di un eccentrico industriale brianzolo, che nel 1962 tentò di realizzare una piccola Las Vegas con hotel, balera e un centro commerciale su cui svettava un incredibile minareto.

9. San Colombano al Lambro: una passeggiata in collina fra i vitigni

S.Colombano al Lambro con il cagnolino
Mia ed io lo scorso autunno a San Colombano

La collina di San Colombano, anticamente chiamata Mombrione, è alta 147 metri e si sviluppa per circa 8 chilometri, con una larghezza di 2. La particolarità è che questa ondulazione del terreno sorge all’improvviso nella bassa padana, proiettandoci in un paesaggio che ricorda una Toscana in miniatura. Un fenomeno naturale unico, che nel 2002 ha portato alla creazione del Parco della collina di San Colombano. Il borgo si trova 40 chilometri a sud di Milano, a cavallo fra le province di Lodi e Pavia, ma costituisce un’exclave della provincia di Milano. Di conseguenza il San Colombano DOC, rosso, bianco, mosso e fermo, è l’unico vino prodotto in provincia di Milano.

10. Riva bresciana del lago di Garda.

Ci siamo stati in autunno, e ve la riproponiamo: anche una semplice passeggiata nei dintorni di Padenghe o Moniga in un giorno di sole è sufficiente per rompere la monotonia dell’inverno e fare un bagno di luce mediterranea. A meno di 2 ore da Milano.

Roberta Ferraro, blogger e travel designer. Racconto straordinari luoghi vicini, posti speciali che si distinguono per arte, natura e cultura. Perché se apriamo gli occhi su quello che abbiamo intorno a noi, l’avventura è a portata di mano. Seguimi per trovare ispirazione per weekend, gite e vacanze.