Verso Halloween. 5 antichi castelli da brivido -con fantasmi o senza- a due passi da Milano

Non sarà la Scozia ma anche il Ducato di Milano sotto i Visconti (e poi gli Sforza) pullulava di castelli difensivi, rocche, dimore di caccia. In tutto sono una trentina, sparsi fra Milano, l’Adda, il Ticino, e poi fino al confine della Valdossola con la Svizzera, come il piccolo castello di Vogogna (https://www.viaggivicini.it/piemonte-ossola-scoprire-tutto-sui-lupi-al-castello-di-vogogna-e-sperare-di-incontrarne-uno-nel-parco-nazionale-della-valgrande/), senza contare le case fortificate e dimore gentilizie delle famiglie alleate. Una specie di rete di sicurezza, che garantiva da eventuali attacchi nemici, e che tuttavia non bastò a scongiurare la calata dei Francesi e degli Spagnoli, che misero fine all’indipendenza del ducato.

Se fossimo in Scozia, comunque, in ognuno di questi potremmo contare sulle apparizioni di almeno un tormentato personaggio storico, fra rumori sinistri e tintinnio di catene. Quando si parla di Visconti le storie macabre e sanguinose non mancano, e quasi tutte hanno al centro un castello…

Ecco i più vicini e interessanti, alcuni con storie sorprendenti e spaventose.

1.Trezzo sull’Adda e la torre del terribile Bernabò

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@ foto proloco di Trezzo sull’Adda

La massiccia torre quadrata che si vede dall’autostrada Milano-Bergamo è tutto quello che rimane dell’austero castello visconteo, posizionato lungo un’ansa dell’Adda in un contesto paesaggistico tanto bello quanto strategico. Le origini sono longobarde, con una prima rocca voluta dalla regina Teodolinda (VIII sec. d.C); un ampliamento fu realizzato dall’imperatore Federico Barbarossa, che vi risiedette. L’ultimo rimaneggiamento risale al 1370 e fu voluto dal feroce Bernabò Visconti, che l’aveva strappata di mano ai nemici di sempre, i Torriani. E qui la storia si fa truce: Bernabò, amante dei cani da caccia (pare ne possedesse un numero esorbitante, tanto che il suo palazzo milanese era chiamato Ca’d’i can) e di indole battagliera, condivideva la signoria di Milano con i fratelli Luchino e Galeazzo. A dire il vero Luchino uscì di scena quasi subito, mentre alla morte di Galeazzo, il di lui figlio Gian Galeazzo – altro brutto vizio dei Visconti, ereditato anche dagli Sforza, era quello di chiamarsi quasi tutti Galeazzo, probabilmente per gettare nello sconforto gli storici del futuro – attirò lo zio in un tranello e lo catturò. Bernabò finì i suoi giorni prigioniero in questa torre, dove fu ucciso da un piatto di fagioli al veleno fatti servire dal nipote, lasciando graffite sulle pareti della torre le sue ultime, minacciose parole: “mi a ti, ti a mi”, che suonavano: “oggi a me, domani a te”. Il sanguinario Bernabò del resto aveva già inaugurato i sotterranei del castello con le terribili torture inflitte ai suoi nemici, che finivano poi scaricati nell’Adda attraverso due profondi pozzi nel castello. La leggenda vuole che ancora oggi, di tanto in tanto, compaiano delle strane macchie rosse sulle pareti… Rischio fantasma: altissimo!

Info:

Distanza da Milano circa 35 km, passando per A51 e A4/E64

Informazioni e visite guidate: info@prolocotrezzo.com
tel:  02 909 2569- cell: 345 913 2210
Nei dintorni: belle passeggiate e ciclabile lungo l’Adda, con la centrale elettrica Taccani, patrimonio di archeologia industriale. Gita perfetta per una giornata fra storia e natura. La proloco organizza anche visite notturne sul tema fantasmi e misteri…

2.Cassano d’Adda. Dai Visconti all’hotellerie di lusso.

@ foto dal sito dell’Hotel Castello Visconteo

Anche questo castello ha origini antichissime: risale al tempo dei carolingi, e nel medioevo fu teatro delle lotte fra guelfi e ghibellini: Ottone Visconti, nel Duecento ne fece un baluardo contro i nemici di sempre, i Della Torre. Con il suo vertiginoso bastione a picco sul canale della Muzza, il castello fu utilizzato in seguito per fronteggiare l’espansione della Serenissima verso il Ducato. Tuttavia nel 1446 i Veneziani se ne impossessarono: sarà Francesco Sforza a riconquistarlo e a investire nelle sue fortificazioni, facendone una rocca inespugnabile. Per dovere di cronaca, anche questo castello fu macchiato da un delitto di famiglia (qui venne imprigionato e strangolato Antonio Visconti), ma fu soprattutto teatro di vicende e incontri importanti, avendo ospitato fra le sue mura Ludovico il Moro, Leonardo Da Vinci e il matrimonio fra Gian Galeazzo Maria Sforza (un altro Galeazzo…) e Isabella d’Aragona.

Info:

Distanza da Milano: circa 28 chilometri, SP 14

L’attuale proprietà sta curando i restauri che hanno portato alla luce splendidi affreschi trecenteschi: oggi il castello ospita il lussuoso hotel Castello Visconteo, dove si può fare colazione fra dipinti di scuola giottesca. Sarebbe un sogno soggiornare qui per un tranquillo weekend di paura, alla scoperta dei misteri dei Visconti… Per chi vuole fare una sosta più breve e vivere ugualmente questa esperienza il castello ospita anche un ristorante.https://www.castellovisconteo.it/it/index

@ foto dal sito Castellovisconteo.it
@ foto dal sito castellovisconteo.it

3. Binasco, il melodramma di Beatrice Tenda

@ foto dal sito FAI – I luoghi del cuore

Passiamo a Sud Ovest, tra Milano e Pavia: siamo in zona Parco Sud, sul Naviglio Pavese. Anche il castello di Binasco, oggi sede comunale, fu costruito nel Trecento per motivi difensivi e strategici, con pianta quadrangolare e quattro torri, di cui solo una sopravvive. Oggi si possono vedere le bifore e i merli ghibellini a coda di rondine e, sopra l’ingresso l’immancabile simbolo del biscione dei Visconti.

E anche qui si consumò una tragica vicenda di sangue, in perfetto stile visconteo. Filippo Maria Visconti, l’ultimo erede della dinastia (dopo di lui arrivarono gli Sforza), fece decapitare nel 1418, proprio su un balcone del castello, la moglie Beatrice Tenda assieme al suo paggio, accusati di adulterio. In realtà fu un’operazione orchestrata ad arte dallo stesso Filippo, invaghito della giovane Agnese Del Maino, per liberarsi della moglie. La storia ha dei contorni talmente drammatici da aver ispirato un’opera lirica di Rossini dedicata alla povera Beatrice di Tenda.

Onore al merito: il Castello di Binasco è stato il più votato nella classifica del FAI del 2019 come Luogo del Cuore a Milano e provincia, ottenendo il primo posto con 7460 preferenze. Il censimento del Fondo Ambiente Italiano ogni anno raccoglie i voti attraverso il portale e le iniziative organizzate dai volontari, per stilare la classifica dei siti culturali più apprezzati.

Info:

Distanza da Milano: 22 chilometri, A7 e Strada Provinciale 35 dei Giovi

Orari: essendo sede del Comune si può accedere all’interno solo il mattino 8.30-12. Una volta visto il castello potete proseguire lungo il naviglio pavese verso la Certosa di Pavia (anche lungo la ciclabile, che costeggia il naviglio passando in mezzo alle risaie) o proseguire verso il parco del Ticino per una passeggiata nella natura.

4. Abbiategrasso, il castello delle Signore

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Passiamo in area parco del Ticino e, a soli 20 chilometri da Binasco, ecco un altro castello, anche questo Visconteo. Qui alloggiò a lungo la povera Beatrice di Tenda, prima di essere trasportata a Binasco dove fu decapitata. La fortezza fu residenza di diverse signore della famiglia, più o meno relegate ai domiciliari: dopo Beatrice vi soggiornò anche la rivale, Agnese del Maino, amante di Filippo Maria, con la figlia Bianca Maria Visconti, futura moglie di Francesco Sforza; qui fu confinata da Ludovico il Moro anche Bona di Savoia, vedova di Galeazzo Maria e madre di Gian Galeazzo Maria! (il club dei Galeazzi colpisce ancora, questi però sono Sforza non Visconti).

In ogni caso, per il gradimento delle signore, il castello fu affrescato e ingentilito dalle bifore in stile rinascimentale che vediamo sulla facciata: ad oggi è stato molto rimaneggiato, ma qualcosa degli affreschi originari si può ancora vedere al suo interno, assieme ai graffiti dei prigionieri che furono rinchiusi nell’ala est, e possiamo aggirarci nel bel cortile porticato immaginando il passaggio di dame e cavalieri che calpestarono queste pietre.

Info:

Distanza da Milano: 29 chilometri (SP114 via Cusago o SP 494)

Cosa fare nei dintorni: Abbiategrasso è una cittadina ricca di storia che vale una visita, ed è all’interno del parco del Ticino per cui ottima base per un viaggio vicino nella natura. Nella frazione di Castelletto Mendosio il Naviglio Grande si divide e forma il Naviglio di Bereguardo: da qui una ciclabile di 22 km, facile e pianeggiante, costeggia il corso d’acqua fino a Bereguardo, dove se ne non avete abbastanza troverete un altro castello visconteo (castello di Bereguardo).

5. Peschiera Borromeo: un castello incantevole circondato dall’acqua. E sconosciuto al GPS

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Letteralmente a due passi da Milano, questa bella fortezza, tuttora di proprietà della famiglia Borromeo, ha la particolarità di essere ancora circondata da un bel fossato con acqua. Si può raggiungere anche in bicicletta attraversando il quartiere Forlanini, costeggiando l’aeroporto e arrivando al piccolo borgo di Linate, da cui parte la ciclabile in mezzo alla campagna. Se invece volete arrivarci in macchina e posizionate il navigatore su Peschiera Borromeo – Piazza Castello 1, il gps impazzirà e vi perderete immancabilmente fra stradelli sterrati: un simpatico regalo di qualche fantasma Borromeo?

Meglio puntare sull’antico borgo di Mirazzano, a poche centinaia di metri dal castello, con la chiesa di santi Cosma e Damiano, consacrata dal cardinale Federigo Borromeo nel 1602. Accanto alla chiesa potete sostare con gusto all’Antica Trattoria Mirazzano, che conserva una bella atmosfera rustica e un gradevole dehor pergolato, e percorrere a piedi la stradina verso il castello, che è visitabile solo dall’esterno ma conserva davvero tutto il suo fascino.

La fortezza fu fra l’altro la prima proprietà Borromeo in Lombardia. Nel 1422 infatti, Filippo Maria Visconti autorizzò questa famiglia di banchieri di origine toscana, fedelissimi ai duchi di Milano, a fortificare la “Peschiera”, allora un complesso di cascine di proprietà dei frati agostiniani, trasformandolo nel castello odierno.

In seguito per un periodo fu di proprietà di San Carlo, che ci soggiornò più volte, e che lo destinò poi allo zio Giulio Cesare, padre del celebre cardinal Federigo di manzoniana memoria. Fu lui a trasformarlo da fortilizio in dimora di villeggiatura, ingentilita architettonicamente e splendidamente affrescata.

Oggi lo vediamo dall’esterno, immerso nella bella campagna del parco Sud, con i suoi quattro corpi di fabbrica, la torre di ingresso e le quattro torri angolari che si riflettono nel suggestivo fossato d’acqua, abitato da pesci e uccelli palustri. Non ci rimane che immaginare la bella corte interna e i saloni affrescati, fino a quando (speriamo questa primavera!) i Borromeo daranno il via alla giornata di apertura con visite su prenotazione. Sarà mia cura farvelo presente e magari organizzare una visita insieme!

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Info:

Distanza da Milano: 10 chilometri

Nei dintorni: noi siamo partiti dalla Cascina Riverbella per una passeggiata in campagna sulla Strada Del duca (sentiero di 1.6 km), che arriva fino a Rodano.

Roberta Ferraro, blogger e travel designer. Racconto straordinari luoghi vicini, posti speciali che si distinguono per arte, natura e cultura. Perché se apriamo gli occhi su quello che abbiamo intorno a noi, l’avventura è a portata di mano. Seguimi per trovare ispirazione per weekend, gite e vacanze.